Papandreu, il referendum e la lezione di Pericle.
Partiamo da una premessa: Pericle era un populista, ed ovviamente utilizzò tutti gli strumenti possibili affinchè il popolo gli consentisse di arrivare al potere e consolidare per più di 10 anni la propria supremazia politica all’interno della polis ateniese. Ma, pur essendo un populista, Pericle fu senza dubbio un profondo democratico, che estese la “democrazia” (assai poco democratica se paragonata ai tempi moderni) a fasce della popolazione che ne erano del tutto escluse; assegnò a classi sociali marginali del “demos” diritti e guarentigie che nussuno prima aveva mai neanche osato immaginare.
Orbene, la democrazia diretta, nel bene e nel male, passa attraverso il “demos”, ed anche se questo può sembrare inadeguato ad un “buon governo”, come pure sembrava a Platone che preferiva di gran lunga, una oligarchia dei migliori, una sorta di oligarchia illuminata, resta la base della moderna democrazia occidentale.
Al popolo greco vengono prospettati anni di incertezza e di sacrificio in nome di un rigore finanziario che è difficile comprendere chi avvanggi per davvero; il popolo greco pagherà nel futuro gli errori di una classe politica dirigente che ha condotto la Grecia sull’orlo del fallimento; ma non dimenticherei la cecità e l’assenza di strumenti di controllo che l’Unione Europea ha manifestato, palesando tutti i propri limiti; l’Unione Europea è quanto meno corresponsabile della situazione greca odierna.
Dalla nascita degli Stati occidentali, dai tempi delle crociate, a quelli delle conquiste d’oltre oceano, gli stati si sono indebitati, e sempre, nel momento di massima pressione del debito hanno preferito scappare, non onorare i propri impegni finanziari. E’ un destino che in passato è toccato tante volte anche a paesi come la Francia che oggi si ergono a censori ed arbitri di rigore e morigeratezza. Certo l’unione monetaria e la globalizzazione dei mercati rendono questa soluzione se non impraticabile, quanto meno “rischiosa”: nulla si può prevedere in un universo economico-finanziario che è diventato un continuum virtuale, in cui i portafogli degli speculatori si mescolano a quelli dei piccoli risparmiatori, in cui il TFR degli operai è stato fatto trasferire a fondi di investimento che hanno investito parte delle riserve a loro affidati in titoli di stato… tutto e collegato e sembra che tutto possa tracollare al solo batter d’ali d’una farfalla…
Non credo che nessuna sappia se a conti fatti sia peggiore il male od il rimedio; un rimedio che sarà fatto pagare per intero alla popolazione greca, lo ripetiamo, con sacrifici enormi che si ripercuoteranno sulla stabilità sociale di quel paese.
Ed in questo contesto, la decisione di Papandreu di chiedere al popolo greco una scelta “democratica” sul proprio destino, ci sembra quanto mai appropriata. All’Oligarchia Illuminata del G8, del G20, dell’Unione Europea, sembra che il premier greco abbia deciso di demandare una scelta così importante per il proprio paese alla “demos”, novello Pericle.